Inaugurazione dell’Archivio e della Biblioteca Fondazione Andrea Cefaly Jr.

L’inaugurazione della sede dell’ Archivio e della Biblioteca della Fondazione Cefaly Jr., tenutasi lo scorso 28 aprile presso il Complesso Monumentale del San Giovanni a Catanzaro, ha visto la partecipazione di un vasto pubblico, tra cui autorità ed eredi della famiglia Cefaly.


Il percorso intrapreso ha avuto origine nel 2004 con la grande mostra antologica dedicata al Maestro, sostenuta dall’assessorato alla Cultura del comune di Catanzaroe sponsorizzata dalla Fondazione IMES Catanzaro. Oggi si compie concretamente il progetto di riscoperta e di studio con l’assegnazione della sede della Biblioteca e dell’Archivio Cefaly Jr, un nuovo traguardo per la valorizzazione della figura e dell’opera di uno dei più importanti artisti calabresi del Novecento.
Hanno preso parte all’incontro l’assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri, l’assessore  alla Cultura uscentedel Comune di Catanzaro Nicola Armignacca, il funzionario del settore cultura del Comune di Catanzaro Franco Megna, il presidente della Fondazione Ketty Cefaly, il vice presidente Alessandro Russo ed il gallerista siciliano Gianluca Collica. Assente, per ulteriori  impegni pubblici,  il presidente della Provincia di Catanzaro Wanda Ferro che ha voluto lodare l’iniziativa attraverso un messaggio letto durante la conferenza.

comuniocato stampa

Andrea Cefaly
1901-1986

 L’opera di Andrea Cefaly, nato a Cortale – un paese di poche anime arroccato sulle colline alle spalle di Catanzaro – nel 1901, si svolge appartata e coerente per oltre metà del secolo appena trascorso, dalle precocissime prove pittoriche realizzate in età adolescenziale e tuttavia già rivelatrici delle innate doti artistiche del giovane, alla formazione artistica napoletana conseguita sullo scorcio del secondo decennio presso lo studio di Giuseppe Aprea – allievo un tempo di Palizzi e Morelli – sino al ritorno in Calabria nella prima metà degli anni Venti con la frequentazione dello studio di Garibaldi Gariani, pittore appartenente a quella cosiddetta Scuola di Cortale che il nonno del giovane Cefaly – il più noto omonimo Andrea Cefaly – aveva fondato nella seconda metà del secolo precedente. Ma soprattutto l’attenzione all’approfondimento del soggiorno torinese – negli anni dal 1927 al 1928 – e dell’alunnato presso il grande Felice Casorati che nutrirà sempre grande stima nei confronti del giovane artista. Una esperienza questa, che Cefaly, ammirato sin dai primi saggi presentati al pubblico in quel tempo, maturerà per i successivi due decenni isolato nella sua Cortale, e della quale sono emerse oggi una notevolissima quantità di pregevoli opere credute per lungo tempo perdute, e tuttora inedite. Come del tutto ignota alla critica è la produzione immediatamente successiva al secondo conflitto mondiale, segnata da una progressiva conquista della luce e da una autentico azzeramento culturale mirante ad una radicale riformulazione artistica in seguito alla ‘folgorazione’ ricevuta alla Biennale Veneziana del 1948 dall’arte impressionista, sotto la cui egida l’artista quasi cinquantenne svolterà approdando allo stile per il quale ancor oggi è ricordato e per il quale ottenne successo e riconoscimenti. Cifra stilistica pressoché definitiva che andrà appunto conquistando sul principio degli cinquanta, e che tuttavia non mancherà ulteriormente e lentamente di approfondire per almeno tre decenni. Un segno-colore materico e clamante che sul cartone debolmente cosparso di una preparazione chiara, rapido e aggressivo, tracciato con incredibile maestria, dà vita a nature morte paesaggi, ma soprattutto ritratti; figure dotate di una immediatezza espressiva ed una penetrazione psicologica uniche. La medesima rapidità di De Pisis, la stessa celerità nell’impressionare la superficie pittorica; ma la pittura di Cefaly procede per autentiche sciabolate di colore, pastoso, privo delle mezze tinte, violento e strettamente apparentato alle cromie dell’espressionismo tedesco di Kirchner e Nolde, e soprattutto Kokoschka: una pregevole figurazione che talvolta si perde nelle ragioni stesse del colore e della materia.

Impossibile dubitare del valore di un artista dalle pregevoli ed originali matrici casoratiane che, approdato ad un superbo originalissimo espressionismo col quale a partire dagli anni Cinquanta – pur mantenendosi isolato materialmente e culturalmente – partecipa alle maggiori rassegne d’arte nazionali, come la Biennale veneziana del 1950 e le Quadriennali romane del 1951 e 1954, ed a numerose altre importanti manifestazioni conseguendo sovente premi e segnalazioni, approvazione da parte della critica e degli artisti sino almeno al definitivo brusco ritiro dalla scena pubblica coincidente con l’avvento del decennio seguente, al quale farà seguito quell’ininterrotto isolamento complice della mancata definitiva consacrazione che oggi auspichiamo potere, con questa mostra, definitivamente raggiungere.  Un solo decennio dunque di attività ‘pubblica’ e due sole personali di rilievo, la prima della sua vita nel 1956 alla Galleria del Vantaggio di Roma presentato da Carlo Barbieri, e l’ultima alla celebre Galleria Stefano Cairola di Milano presentato da Mario Monteverdi, videro in entrambe le occasioni Cefaly riscuotere un invidiabile successo di critica e di pubblico, sufficienti a dargli al tempo larga notorietà tra i critici, gli artisti ed i conoscitori più esperti. Un percorso che da allora sarà di approfondimenti e ricerche operate ‘dall’interno’, mai snaturando la maniera matura, riuscendo tuttavia ogni volta ad accrescere quella sua personale pittura di stimoli nuovi, sino alla poco nota svolta – spesso sottovalutata anche dai conoscitori più attenti dell’opera del maestro – sul principio degli anni Ottanta, quando ogni cosa s’acquieta nel suo fare; il segno che si fa ampio ed acquoso perdendo ogni consistenza come pure le cromie che si attestano su delicatissimi accordi tonali pastello, degni della maggiore tradizione del chiarismo lombardo.

Esposizioni

1926 IV Biennale d’Arte Mattia Preti, Reggio Calabria.

1927 Mostra d’arte della Società Promotrice di Belle Arti, Torino.

1929 Collettiva Galleria Milano, Pitture di Casorati e dei suoi Discepoli, Milano.

1934 Mostra Sindacale Regionale della Calabria, Catanzaro.

1942 Mostra Sindacale Regionale della Calabria, Catanzaro ( Premio del Duce).

1945 VII Biennale d’Arte Mattia Preti, Reggio Calabria.

1950 XXXV Esposizione Biennale d’Arte Internazionale di Venezia.

1951 VI Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma; X Biennale d’Arte Mattia Preti, Reggio Calabria; I Mostra Nazionale Città di Messina; III Premio Michetti, Francavilla al Mare.

1952 IV Premio Michetti, Francavilla al Mare

1953 Mostra Internazionale Città di Messina; Mostra di Pittura Contemporanea di Winnipeg, Canada; I Premio Marzotto, Valdagno(segnalazione); Esposizione Nazionale Biennale di Brera, Milano; III Mostra Nazionale “La Bella Italiana nella Pittura Contemporanea”, Milano; Mostra d’Arte nella Vita del Mezzogiorno d’Italia, Roma; V Premio Michetti, Francavilla al Mare.

1954 Rassegna delle Arti Figurative nel Mezzogiorno, Napoli; Mostra di Vibo Valentia (premio acquisto); VI Premio Michetti, Francavilla al Mare

1955 Esposizione Nazionale di Pittura, Viterbo; Mostra di Vibo Valentia (primo premio); Mostra di Pizzo Calabro (secondo premio); VII Premio Michetti (Tavolozza d’argento), Francavilla al Mare; VII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma.

1956 VIII Premio Michetti, Francavilla al Mare; Maggio di Bari; Mostra di Pizzo Calabro (premio acquisto); Premio di pittura Villa San Giovanni (premio miglior artista calabrese), mostra personale inaugurata ad aprile nella Galleria del Vantaggio di Roma.

1957 Mostra di Pizzo Calabro (premio acquisto);Premio di pittura Villa San Giovanni; IX Premio Michetti, Francavilla al Mare

1958 V Mostra Nazionale “La Bella Italiana nella Pittura Contemporanea”, Milano; XI Premio Suzzara; Premio Città di Cantù.

1959 Collettiva Galleria Puccini; Maggio di Bari; XI Premio Michetti, Francavilla al Mare;

1960 Mostra personale alla Galleria Cairola, Milano.

1964 XVI Premio Michetti, Francavilla al Mare; Premio Nazionale di Pittura Ampelio Tettamanti, Milano.

1965 XVII Premio Michetti, Francavilla al Mare.

1981 gli viene conferito dall’Associazione Nazionali Liberi Letterati ed Artisti il premio quale migliore pittore dell’anno.

1982 Mostra personale Galleria Carini, Milano

2001 in occasione delle celebrazioni del centenario dalle nascita sue opere sono esposte in una mostra presso il Complesso del Vittoriano a Roma.

2004 Mostra antologica postuma presso il Complesso Monumentale del San Giovanni a Catanzaro.

2011 1861-2011, L’unità dell’arte italiana nella diversità delle regioni, Complesso del Vittoriano, Roma.

Bibliografia essenziale

G. Debenedetti, Casorati fra i discepoli, Milano 1929.

Brutium, rivista bimestrale d’arte, novembre-dicembre, 1942.

Brutium, rivista bimestrale d’arte, novembre-dicembre, 1945.

Brutium, rivista bimestrale d’arte, novembre-dicembre, 1950.

M. Gallian, in “Il Tempo di Milano”, 24 novembre 1953.

G. Sciortino, in “La fiera letteraria”, 29 marzo 1953.

G. Sciortino, in “La fiera letteraria”,  6 settembre 1953.

C. Barbieri, Presentazione della mostra personale presso la Galleria del Vantaggio di Roma, Roma 1956.

C. Barbieri,  in “Il nostro tempo”, aprile 1956.

G. Etna, in “il Giornale del Mezzogiorno”,  5 aprile 1956.

V. Guzzi, in “Il tempo del lunedì”, 30 aprile 1956.

G. Sciortino, in “La fiera letteraria”, 21 ottobre 1956.

G. Selvaggi, in “Prospettive Meridionali”, Roma, ottobre 1956.

A.A.V.V., s.v. Andrea Cefaly in “Dizionario Comanducci” 1962.

V. Mariani in “Scena illustrata”,  giugno 1966.

P. Notaro, “Incontro con A. Cefaly” in Quadrante delle arti, luglio-agosto 1971.

A.A. V.V., s.v. Andrea Cefaly in “Annuario degli artisti visivi italiani”, Milano 1972.

R. Degrada, Un artista moderno in Calabria. Andrea Cefaly, Chiaravalle Centrale 1984.

A. Curcio, Andrea Cefaly, Soveria Manneli 2001.

V. Farinella – G. Schiavon, Andrea Cefaly. Il Maestro ritrovato, Livorno 2004.

L. Godart, Regioni e testimonianze d’Italia. 1861-2011 l’unità dell’arte italiana nella diversità delle regioni, Roma 2011.

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